Spalanco gli occhi davanti ai loro sorrisi freschi e divertiti, puri e incantati. Mi inebrio della loro risata argentina traboccante di vita, guardo quegli occhi da cerbiatte indifese, i lineamenti delicati, la pelle chiara e pulita e non posso fare a meno di pensare che sono loro, le mie figlie, il vero senso della mia esistenza, del mio correre e costruire. Generarle, portarle in grembo e accompagnarle per mano nel mondo è il dono più bello che la vita potesse regalarmi. Studiamo per anni, lavoriamo, viviamo, ci divertiamo, amiamo, cerchiamo di crescere, maturare, cambiare, migliorare. Eppure è solo quando abbiamo dei figli che ci rendiamo conto di cosa significhi l’amore puro, di come ritrovarlo in noi e comunicarlo. E chi riesce in questo, perché il suo mondo interiore è predisposto, vive una delle esperienze più gratificanti della vita. Perché, nonostante gli sforzi e le difficoltà, le preoccupazioni e la fatica, essere genitori ci rende più belli dentro. Più generosi, comprensivi, tolleranti, semplici. Più vivi. I nostri figli ci infondono l’energia e l’amore necessari per affrontare il corso del tempo che sfugge e danno un senso a tutto ciò che facciamo in questa vita. Perché non è solo per noi che lo facciamo, ma è anche per loro. E sapere che abbiamo speso tempo ed energia a creare qualcosa che rimanga oltre di noi, che porti in sé i germogli del nostro dna, pronti a produrre nuovi frutti, è tempo che rubiamo al lento declino del nostro corpo. Perché i figli hanno anche il dono di ringiovanirci dentro l’anima. Ma essi sono un atto di amore tra un uomo e una donna e troppo spesso nascono in famiglie sbagliate, prive di gioia e di amore, di intelligenza costruttiva, cultura e mezzi. La loro purezza e il talento innato non sempre vengono valorizzati, estrinsecati e sviluppati come si deve e molto spesso essi crescono soli e disadattati, persi e infelici. Eppure basterebbe poco per farne dei bambini felici. Basterebbe tanto amore. I bambini di oggi sono gli uomini e le donne di domani. Ricordiamocene quando non troviamo il tempo per ascoltarli, quando dobbiamo scegliere come trascorrere il nostro tempo libero, quando ci sentiamo stanchi e nervosi, immotivati e svuotati. Investire in loro significa investire nel futuro del mondo.
mercoledì 14 maggio 2008
La vita oltre di noi
Pubblicato da
Stefania Taruffi
alle
15:00
Etichette: Mi siedo e penso
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