Era dagli anni ’30 che non si assisteva ad un simile tracollo finanziario. Ma questa volta, le dimensioni e gli effetti sono ancora più incontenibili. Si tratta di una caduta senza confini che supera le divergenze politiche e unisce i capi di governo sotto lo stesso denominatore comune: La Grande Crisi. Anche se nessuno se l’ aspettava, il ciclone si è abbattuto su tutto il sistema bancario che a catena sta crollando come i birilli di un gioco in cui le regole denotano una scarsa etica e una cultura del breve termine, unita alla generale sottovalutazione dei possibili effetti sistemici delle speculazioni effettuate. Questo sistema ha generato ricchezze volatili e facile accesso al credito da parte di aziende e di privati, spingendo anche ad un consumismo sfrenato attraverso l’indebitamento, portando molti a vivere oltre le proprie possibilità. Forse la società ha bisogno a volte di uno scossone per ristabilire gli equilibri. Per ridimensionarsi. La maggior parte degli italiani non riesce più a “sopravvivere”. Il denaro non basta e ha scarso potere d’acquisto. I prezzi oscillano in balia degli interessi delle categorie e dei costi di produzione, ma sta succedendo una cosa molto importante: il cittadino sta imparando a valutare e a scegliere. E sceglie in base al giusto rapporto qualità/prezzo, sceglie di rinunciare per necessità. Non viene più tanto sedotto dal frenetico consumismo. Questo fenomeno di riduzione drastica dei consumi produce un ritorno a valori ancestrali che non costano nulla: la solidarietà, la condivisione, i piccoli diversivi, la distrazione e un ritorno ad un sistema di vita più semplice e più in armonia con il prossimo. Sia mai che si facciano anche più figli… Ci si rende conto in questi momenti, di quante futilità sembravano “indispensabili” e di come invece ci si possa divertire ed essere felici anche con le piccole cose e di condividerle con gli altri. D’altronde non resta altro da fare. In tanto disorientamento e precarietà ci sarà un ritorno alla Bellezza, all’Arte, alla Cultura, al Gioco, alla Leggerezza, all’Amore e i suoi derivati e perché no, ai Sogni. Perché questi…non costano niente.
lunedì 20 ottobre 2008
E’ tempo di voltare pagina e sognare
Pubblicato da
Stefania Taruffi
alle
11:08
Etichette: Mi siedo e penso
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento