Il nostro desiderio principale era quello di contribuire ad un progetto concreto legato ai bambini sani fisicamente, ma malati nell’anima, lasciati a se stessi, costretti dai genitori e dalle circostanze della vita ad una crescita disturbata ed infelice. Cercavamo una Onlus che aiutasse con azioni specifiche e altamente qualificate questi bambini, una struttura operante nel nostro territorio nazionale e soprattutto con progetti nella nostra città: Roma. Perché crediamo che prima di guardare lontano dobbiamo comunque guardarci intorno, al “disagio della porta accanto” che spesso ignoriamo.
Un giorno nella nostra casa è arrivata la lettera inviata dal Direttore Generale dell’Albero della Vita, il Dr. Maurizio Montesano che ci raccontava di Sara*.
Questa piccina ci ha talmente commosse, che l’abbiamo subito accolta nel nostro cuore. E con lei, la struttura che la stava aiutando. Desideriamo condividere con voi questa lettera:
“Oggi mi sono fermato a guardare una delle nostre bambine, Sara*, di cinque anni. Davanti a lei aveva messo una bambola, un orsacchiotto e in mezzo un bambolotto più piccolo, poi aveva steso un fazzoletto con sopra tazzine e piattini, come su una piccola tavola.
“A cosa giochi?”, le ho chiesto. “Gioco alla famiglia”, mi ha risposto. “Oggi è il compleanno del loro bambino e la mamma e il papà gli hanno comprato una torta e tanti regali”.
“Gioco alla famiglia!” Sono parole che fanno male quando a dirle è una bambina che una famiglia vera non l’ha mai conosciuta, che fin dalla primissima infanzia è sempre stata trascurata, a volte anche picchiata.
Eppure il desiderio di tutti i nostri bambini è proprio questo: avere una casa e una famiglia che li ami. Purtroppo non è possibile che questi poveri bimbi vivano con i loro genitori, che sono assolutamente incapaci o impossibilitati di allevarli per i troppi problemi che devono affrontare: droga, alcol, disoccupazione. Nelle strutture realizzate grazie a “Fondazione L’Albero della Vita” i bambini trovano protezione, attenzioni, e soprattutto quell affetto che non hanno mai ricevuto..
Sara*, ad esempio, prima di arrivare da noi aveva già sopportato cose tremende. Era denutrita, con un visino magro e due occhi pieni di terrore. Non aveva nemmeno il coraggio di muoversi, di parlare.
La madre, una ragazza di poco di più di vent’anni, a cui i parenti avevano voltato le spalle quando era rimasta incinta, si prostituiva. Il suo nuovo compagno non sopportava la bambina, la sgridava e spesso alzava le mani su di lei e sulla mamma. Le loro grida hanno allarmato i vicini, che si sono decisi a far intervenire la polizia. Così Sara* ha trovato grazie a noi un rifugio sicuro, dove sta cercando di dimenticare.”
Quanti bambini come Sara* ci sono in Italia? Centinaia…migliaia….
E il 10 aprile, grazie ai vostri contributi, altri bambini potranno essere aiutati.
lunedì 31 marzo 2008
Il nostro incontro con L’Albero della Vita
Pubblicato da
Monica & Stefania
alle
09:00
Etichette: L'Albero della Vita
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